venerdì 29 luglio 2011

Conclusioni

L'operazione Overlord, lo sbarco di Normandia del 6 Giugno 1944, è stato il motivo del mio viaggio di questa estate: il secondo tassello dopo Auschwitz, nel ripercorrere i luoghi degli eventi più tragici per l'umanità e causati dall'uomo.
Overlord fu un evento sociale che coinvolse centinaia di migliaia di militari e civili, logistica, diversivi, resistenza francese, controspionaggio inglese. Nel solo primo giorno ci furono oltre 10.000 perdite umane a carico degli Alleati e almeno la metà per i Tedeschi.
Il cimitero sopra Omaha Beach che ho visitato, da solo, contiene quasi 10.000 morti Alleati, deceduti anche durante le battaglie successive e fino al termine del conflitto in Europa (8 Maggio 1945). Nell'annesso museo viene spiegato dettagliatamente ogni aspetto di Overlord e sono anche indicate le tombe di due dei 4 fratelli che diedero lo spunto per il film Salvate il soldato Ryan.
Oltre ai preparativi per lo sbarco reale ci furono anche quelli per gli sbarchi fasulli, per i quali furono allestiti addirittura mezzi corazzati pneumatici, da far fotografare agli aerei tedeschi nei loro sopralluoghi. Tutta la complessità messa in atto per l'operazione Overlord però denota una cosa: ancora nel 1944, con la controffensiva sovietica già in corso, l'Italia in armistizio e il nordafrica perso, l'esercito tedesco metteva una enorme paura e solo un'azione combinata delle 3 nazioni occidentali più avanzate dell'epoca (USA, Gran Bretagna, Canada) potè vincerne la resistenza.

Conoscevo quasi tutto, ma l'esserci stato, aver visto quelle diecimila tombe, quei crateri provocati dai bombardamenti a Pointe du Hoc, tutto ciò mi ha lasciato un'impressione diversa da Auschwitz, ma egualmente profonda.

Qualche dato riassuntivo sul viaggio (click per la mappa).
In 11 giorni ho percorso oltre 4.600 Km, dei quali un terzo sotto la pioggia anche intensa. Ho effettuato 22 pieni (245 litri), per un totale di quasi 400 euro di benzina e un consumo di ca. 19 Km/litro (grazie ai tanti tratti in statale e non superando mai i 160Km/h in autostrada).
Il costo medio per l'alloggio è stato di 38 euro
La spesa complessiva è stata di poco superiore ai mille euro.
Ho raccolto qualche foto commentata e ho anche montato un piccolo video.

Scriveva Bernard Moitessier nel 1972, iniziando il suo libro più famoso, La lunga rotta:
La scia si allunga, di giorno bianca e densa di vita, di notte luminosa come una chioma di sogni e di stelle. L'acqua scorre sulla carena, e romba, canta, sussurra, secondo che il vento, secondo il cielo, secondo che il tramonto sia stato rosso o grigio.
Vento, mare, barca e vela formano un tutto unico, compatto e diffuso, senza principio ne fine, che è parte e tutto dell'universo, di questo mio universo.
Guardo il tramonto, respiro l'aria dell'alto mare, e il mio essere si schiude, la mia gioia vola così in alto che nulla può raggiungerla. In quanto alle cose che talvolta mi turbavano, non hanno peso di fronte all'immensità di una scia vicinissima al cielo e colma di vento marino, che è immune da moventi comuni e meschini.


Queste parole mi sono rivenute improvvisamente in mente quando, in maniera del tutto casuale, il pomeriggio del 19 Luglio sono entrato nel paesino di Tarare e ho visto l'insegna della META, il cantiere nautico (posto nel centro della Francia) dove Moitessier fece costruire Joshua, il ketch in acciaio col quale navigava durante la lunga rotta.
Nel mio piccolo, quando viaggio in moto mi sento esattamente così: libero, sereno, felice anche sotto la pioggia battente (e stavolta ne ho presa). Ascolto il motore, i comportamenti della moto, le reazioni del fisico. E mi sento bene, mi sento vivo.
Se viaggi in moto ti fermi di frequente, il serbatoio della benzina è piccolo, se piove ti ripari e ti fai due chiacchere, nei parcheggi ti aiuti. E così conosci persone come te, è una selezione naturale, e spesso ottieni o dai indicazioni che si rivelano interessanti. In auto questo scambio non esiste e poi di solito hai già la tua compagnia, la tua comitiva e ti muovi al suo interno. Chiuso al suo interno, per la precisione. Forse un giorno attraverserò il sud America con gli autobus di linea e sperimenterò di nuovo queste esperienze.
Ho percorso oltre 4.600 Km in dieci giorni, ho conosciuto compagni di tappa, di alloggio o anche solo di rifornimento: uno scambio di battute e informazioni o anche una giornata intera di impressioni su quello che vedi. E come sempre sono tornato appagato, senza essere stato limitato, senza aver limitato o forzato nessuno ai miei desideri.

martedì 26 luglio 2011

Mugello

La scorsa notte sono tornato a dormire al B&B Le Querce, a Mandriole
(RA). Lo scoprii per caso anni fa in uno dei miei giri e da allora ci
torno volentieri quando sono in Romagna. Lo consiglio perche' i
gestori aggiungono una gran dose di umanita' ai soggiorni, oltre a
essere informatissimi sulle iniziative turistiche tra Polesine e
Ravenna.

Per scendere a Roma, invece della solita E45 e della SS67 del
Muraglione, gia' fatte, ho provato la Faentina. Sono 50 km di curve e
controcurve, vera scuola di piega per il motociclista in quanto
praticamente deserta; il fondo non e' sempre dei migliori ma si va.

La Faentina sbocca a Borgo S. Lorenzo e questo mi ricorda, con un po'
di nostalgia, che ero su queste strade giusto 365 giorni fa ma col
VFR...
Comunque e' andata com'e' andata...

A Vicchio, patria di Giotto, mi fermo al Baraonda (nome originale),
dopo che al precedente bar avevano gia' chiuso (alle 13:55!). In
questo esercizio conto 14 uomini e nessuna donna, tranne la
proprietaria. Ed e' un giorno feriale. Se c'e' un significato a me
sfugge. Riparto.

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Pianura

La montagna e' finita: una curva e via, davanti alla mia ruota
l'orizzonte e' vuoto.
Era iniziato tutto in sordina: all'uscita da Dole il paesaggio era
ancora ondulato, poi erano iniziati i boschi ed erano cominciate le
salite del Giura. E un valico dietro l'altro si succedevano Gex,
Ginevra, Chamonix, Montigny, Brig e il Sempione, i monti che
oincorniciano il lago di Como, la Valtellina, lo Stelvio e la lunga
discesa dell'Adige fino a Verona.
E proprio qui finisce la montagna: se invece dell'autostrada si segue
sempre la statale 12 dell'Abetone, come ho fattp io per vezzo, quando
finiscono i vigneti ci si ritrova in un canyon scavato dall'Adige,
con le rocce a picco.
Con le montagne anche la gita e' quasi finita: sono fermo in una
trattoria nel basso Polesine e chiacchero con un camionista: anche lui
mi dice che girare col camion o col camper e' quello che preferisce,
che più di un giorno fermo non ci riesce a stare.

E che non gli pesa viaggiare da solo.

Un altro fratello della mia etnia nomade.

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domenica 24 luglio 2011

San Martino - Italia

Per arrivare in Valtellina, che ospita l'Adda prima che si getti nel
lago di Como, si deve risalire tutto il lago da sud. Alternativamente
si deve superare il passo del Tonale oppure addirittura lo Stelvio
(2760 metri). Possiamo quindi definirla una valle fuori mano per gran
parte degli italiani.
La Val Masino e' la valle di un piccolo affluente dell'Adda e ci si
arriva solo se indirizzati. A me la dritta l'ha passata un
motociclista di Milano, con la faccia di uno che ha votato Pisapia,
durante una sosta per rifornimento in quel di Dongo: "vai a S. Martino
e prendi una stanza al Bar proprio sulla curva". Mi sono fidato,
allungando di 12+12 km e salendo a quasi 1000 metri, e ho fatto bene.
Il Bar Albergo S. Martino ha camere pulite e ben arredate, persone
squisite che ti accolgono e prezzi invitanti. A me hanno fatto anche
ricoverare la moto nel loro box personale. Consiglio questa posto a
chiunque passi per la Valtellina.
Sui tavoli del bar, la sera, si affollano gli uomini per interminabili
partite a scopone. Il loro dialetto e' del tutto incomprensibile ma la
veemenza nel gioco e' la stessa che trovi sugli stessi tavoli in
Puglia o in Sicilia: neanche li peraltro capisci una parola dei
discorsi.
Con tutte quelle grida (che iniziano e terminano presto, pero') non so
come faccia la simpatica padrona locale, aiutata dalle due nipoti, a
non chiudere ogni serata con un mal di testa da urlo: ci vorrebbe un
intervento di controsoffittatura con materiale fonoassorbente e se
fossi in loro lo farei di corsa.
Domani vorrei salire allo Stelvio ma (1) mi devo procurare
sottoguanti, sottocasco e una maglia tecnica invernale e (2) prima di
salire devo assicurarmi che non ci sia ghiaccio lassu'. Vedremo.

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Simplonpass

Fatto il passo del Sempione, molto addomenticato nel tratto svizzero,
con viadotti e tunnel che hanno cancellato le asperita' del tracciato
originale. Per fortuna ci siamo noi: l'ANAS infatti ha lasciato
tracciato e asfalto del 1950.
Per inciso: il dritto della medaglia e' che, come al solito, valico le
alpi verso sud e mi devo di corsa levare tutto. L'ANAS tuttavia non ha
nessun merito in questo.

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Incontri in seconda classe

Scottato dal pericolo che avevo sfiorato ieri di rimanere la notte a
spasso, questa notte l'ho passata in un B&B trovato alle 17 lungo la
strada di montagna tra Chamonix (F) e Montigny (CH). Costa 28 euro
(45 a Chamonix, 50 a Montigny) e con 10 euro in più c'e' stata anche
la cena col gelato.
Oltre me c'e' solo un gruppo di ragazzini e poi si e' fermata anche
una coppia di Cechi (CZ) su un BMW 1150 attrezzato come un camion. In
effetti lui e' camionista e viaggia per tutta Europa, i figli sono
grandi e d'estate ama ripassare per i posti più belli che ha visto
nell'inverno, con moto e moglie al seguito.
Dalla Grecia alla Norvegia, coperti all'occorrenza come palombari (e'
il caso di questi giorni), questa estate l'hanno dedicata ai passi
alpini e ne stanno macinando quanti più possibile. Gli ho consigliato
il Col de l'Iseran e lo Stelvio (che forse faccio anche io).
Mi raccontano che i loro amici passano l'estate a casa, tra famiglia e
cassette di birra, e capisco di avere a che fare con dei miei simili,
gente a cui vengono i pruriti dopo due giorni che stanno fermi. A
Praga ci vanno il meno possibile, troppi ladri (e specificano Albanesi
e dell'est).
Oggi Sempione, lago di Como e poi verso Bormio e Stelvio o Tonale (da
fare in caso domani).

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sabato 23 luglio 2011

Dormire

Stasera ho veramente faticato per trovare una sistemazione per la
notte. Alle 18 andavo tranquillo per il F1 di Chalon o al massimo
Macon, ma invece la congiuntura astrale ha voluto che, oltre a essere
il primo w.e. di vacanza istituzionale dei parigini, a Chalon si tiene
un festival dinonsoche, per cui e' tutto occupato in un raggio di 50
km.
Alla fine (ovviamente mentre piove), quando mancano 30 minuti al buio
(sono arrivato a Dole intanto), trovo un hotel completo la cui padrona
pero', con qualche insistenza e forse mossa a compassione, mi libera
una stanza...
L'alternativa era l'ibis (molto più caro) o al limite la sala
d'aspetto della stazione SNCF.
Tutto sommato, tranne un paio di casi, ho trovato i francesi
abbastanza gentili e solidali col motociclista.
Forse perche' ho limitato le interazioni alla Provincia?

PS: a Parigi guidano come a Roma, quindi basta col rompere le palle a riguardo.

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venerdì 22 luglio 2011

Pioggia

Anche stamattina ripiove a tappeto, ma come gli va a questi di vedere
il sole ogni 3 giorni d'estate e il resto acqua???

Sulla sosta con foto a Parigi ci faro' un pensiero quando saro' li,
che mi fermo a fare?!?

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La compagnia

E' falso affermare che il viaggiatore solitario disdegna la compagnia.

Oggi ho trascorso una bella giornata insieme a due altri motard
incontrati al parcheggio del cimitero americano di Omaha Beach. Due
simpatici ragazzi di Verona con i quali ho fatto la tappa Caen - Mont
Saint Michel, visita a quest'ultimo e successiva scorpacciata di
ostriche fresche (appena raccolte col trattore!) a Cancale.
Grandi chiaccherate, scambio di consigli e opinioni, foto e alla sera
ognuno per la sua strada.
Con questo approccio temporaneo io colgo tutti i vantaggi della
compagnia senza soffrire i compromessi e le limitazione che a volte ne
conseguono. Quando la compagnia lungo la strada si protrae nel tempo
infatti io inizio a smaniare.

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giovedì 21 luglio 2011

Odiare la doccia

Smentendo le stesse previsioni del canale TV locale, anche stamattina
il cielo promette pioggia, e temo che manterra' la promessa con una
giornata a disposizione.

Le previsioni del tempo in Normandia sono facili da fare: "domani
piove, dopodomani anche; l'intensita' sara' variabile, fate voi. In
settimana non sono previsti miglioramenti". Basta mettere questo disco
ogni sera ed e' assolto il compito.

Questo clima mi rende odiosa per la prima volta anche la doccia calda
del mattino, che peraltro considero la seconda invenzione del genere
umano dopo la ruota, per importanza.

Oggi Mont Saint Michel e domani verso Sud, se Dio vuole.

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mercoledì 20 luglio 2011

D-Day

Dopo aver visitato luoghi e musei relativi allo sbarco degli Alleati
in Normandia, e depurtata la retorica della storia scritta dai
vincitori, rimangono due elementi oggettivi: l'immane sforzo di
preparazione richiesto da una operazione del genere e l'altrettanto
giustamente temuta potenza militare tedesca.

Cosi' come fa impressione visitare Auschwitz, anche l'incontro con le
quasi diecimila croci allineate a Colleville s/m lasciano storditi. La
conquista dei pochi km di spiaggia sottostante da parte degli Alleati
infatti ha preteso questo numero di vittime.

Al Pointe du Hoc sono stati lasciati alcuni dei bunker tedeschi che
difesero la costa facendo un numero impressionante di vittime, nonche'
i crateri originali provocati dalle bombe navali che contribuirono a
indebolire la capacita' di risposta tedesco.

Questa volta ho incontrato motociclisti italiani con moto uguali a
coppie: una di esse, di quasi 140 anni di eta' in due, mi ha dato una
lezione di mototurismo: dall'Abruzzo si muovono per tutta l'Europa
continentale, dalla Spagna a Capo Nord, e per le isola britanniche,
senza lamentarsi tanto per le condimeteo avverse..

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Riflessioni meteo

Oggi non ha smesso un momento di piovere, con varie intensita'.
Siccome non si vede un'uscita da questa situazione e siamo a Luglio,
mentre guido sotto l'acqua mi vengono delle riflessioni.

In Normandia vendono solo pneumatici termici, le gomme estive vanno
ordinate su base individuale.

Mi chiedo quanto si siano dovuti appostare i satelliti di google maps
per fare le foto azimutali di questi luoghi in assenza di nubi.

I giorni di sole qui sono quotate dai bookmakers; 10 giornate di sole
lKanno e' considerata una puntata sull'over.

In Normandia si vendono meno pannelli solari che in Antartide.

I Tedeschi non furono cacciati dagli Alleati con lo sbarco di
Normandia: furono loro ad andarsene in massa ben prima, alla
disperazione per il clima: anche per questo lo sbarco e' riuscito.

Sempre i Tedeschi, per la stessa ragione, si sono ben guardati
dall'invadere l'Inghilterra. Hanno organizzato una pantomima di
battaglia d'Inghilterra, ma tanto per fare contento il Fuhrer.

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Packaging

Osservo nelle soste il packaging altrui, talvolta alla ricerca di
qualche idea, più spesso per sorprendermi della roba inutile che la
gente si porta appresso.
Oltre a valigie che basterebbero per sei mesi ci sono accessori di
tutti i tipi, zaini su zaini, sedie pieghevoli, bombole del gas.
E parliamo di automobilisti, non di camper! Entrano in quattro tutti
pigiati, hanno pure il portabagagli sul tetto se serve.
Io penso che del mio pacco, che sta comodo sullo strapuntino del
passeggero, devo utilizzarne oltre il 50% ancora e probabilmente ho
anche ecceduto con qualcosa che non usero'.
A tal proposito la borsa da serbatoio (capiente quanto un piccolo
zaino) si e' invece montrata fondamentale. Se limita la velocita' max
a 150-160 km/h per via della maggiore esposizione al vento e del
conseguente minor peso sull'anteriore, consente pero' di appoggiarvisi
con il diaframma, alleggerendo totalmente il peso sui polsi, che non
mi fanno per niente male (erano la mia preoccupazione maggiore).
Oggi e domani sono di gita: 200-250 km max tra andare e tornare.
Magari mi riposo pure, se solo uscisse il sole: anche stamattina nubi
compatte fin dove arriva l'orizzonte.

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Il ricovero notturno della moto

Sono le cinque e mezzo del mattino e sono sveglio aspettando che il
camion con la fornitura di alimenti per l'hotel finisca la consegna e
se ne vada. Io ho lasciato la moto parcheggiata esattamente davanti
all'ingresso in piena luce, eppure dopo che mi hanno portato via il
VFR sotto casa con un furgone, una notte, adesso anche le operazioni
normali mi levano il sonno.
Avrei potuto metterla proprio davanti alla mia fimestra, al piano
terra, ma ho avuto scrupolo per il posto dei diversamente abili, poi
peraltro occupato per intero da un'auto qualsiasi...
Domani notte col cazzo che rifaccio questo errore, anche perche' il
parcheggio dell'hotel e' zeppo di furgoni (i cui proprietari invece
dormono beatamente). Mi prendo uno spazietto ma la metto a dieci
centimetri dal mio cuscino.

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martedì 19 luglio 2011

Formel 1

Esco ora da una doccia di 30 minuti, che sognavo da stamattina.

Oggi ho percorso 600 km ma la meta' sotto l'acqua, all'inizio un
nubifragio con vento laterale che mi costringeva a guidare in piega.
Stavo attraversando il deserto francese, cioe' la campagna tra Lione e
Bourges, che si percorre su statali dritte, su e giu' tra le colline,
trafficatissime di TIR e senza uno dicasi un riparo, neanche un
distributore.
I villaggi che si attraversano sono perlopiu' in stradecadenza, tutti
i B&B hanno chiuso da tempo e i ristoranti che si affacciano sulla
strada sono rovine in vendita da anni.
Cosi' questa prima annaffiata mi ha mantenuto bello umido fino a Caen:
ho giusto rimediato un maglione da un Carrefour, uno dei loro,
regalatomi dalla direttrice mossa a compassione dal mio stato e dal
fatto di non avere niente di asciutto da vendermi.
A Caen ho preso tre notti al locale Formel 1, un ultra low-cost della
catena Accor; tutto prefabbricato, posto nelle zone industriali, bagni
in comune, una persona per tutta la gestione, stanze essenziali, meno
di 40 euro b&b. Questo delle 3 notti e' stato un cambio pensato
stamattina in partenza, uno di quelli che puoi fare quando viaggi da
solo...
Ora riesco e cerco un posto in citta' dove ricomprare la protezione
antiacqua della borsa da serbatoio, che ho lasciato all'ultimo
rifornimento.

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Meteo atlantico

Oggi ho fatto un salto temporale di mesi e mi sono ritrovato a fare i
conti con una perturbazione che a Roma vediamo a Novembre.
In più sono nel mezzo del deserto francese, strade dritte senza un
riparo, un benzinaio, niente per decine e decine di km. Vento freddo e
laterale, saranno stati almeno 60km/h perche' mi spostava e dovevo
guidare piano.
Ho mobilitato mezzo Carrefour e alla fine mi hanno regalato una delle
loro maglie perche' non avevano niente da vendermi della mia taglia.
Mentre aspettavo che almeno migliorasse il tempo, la direttrice mi ha
anche offerto un caffè caldo.
Tutta questa umanita' non l'avrei sperimentata, quaggiu', se non
viaggiassi in questo modo.
Appena posso riparto per cercare di essere a Caen per un'ora decente,
poi faro' base li per 2-3 giorni!

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lunedì 18 luglio 2011

For an Italian guy to eat pasta out of Italy is a challenge

Cominciamo dalla fine: i francesi fanno molte cose meglio di noi, ma
la pasta di grano tenero, scotta e insipida, servita come contorno del
pollo coi funghi e' francamente inaccettabile. E' inutile che il
cameriere chieda spiegazioni sul perche' non l'ho toccata, fatti una
domanda e datti una risposta cazzo!
Insomma dopo molti tentativi ho trovato questo Auberge a mezza
pensione nella campagna francese, sulla strada per Bourges, tra
Lapalisse e Varennes. Non e' economicissimo ma si erano fatte le otto
e mezza di sera e non si trovava soluzione. Il fatto e' che un mucchio
di affittacamere di paese hanno chiuso e le loro strutture appaiono
lungo la strada come fantasmi di un'epoca passata.
Ora ci sono le catene, Ibis o Formel1, ma stanno vicino ai centri
urbani. Autostrade e treni hanno portato via i flussi turistici e
cosi' i piccoli villaggi sono morti o al massimo mortori.
Per individuare la strada che percorro adesso ho dovuto fare più soste
e consultare di volta in volta la documentazione in mio possesso:
dalla guida verde del TCI al navigatore google maps, ma alla fine l'ho
trovata. E' una statale (N7) ma si puo' tenere una guida veloce, non
si spende un euro e il tempo passa grazie alla guida che richiede più
attenzione e agli attraversamenti dei villaggi.
Non mi pento della scelta e non mi pento di essermi tenuto lontano da
Parigi, che tranne una foto della moto all'arco di Trionfo non avrei
avuto null'altro da fare, se non intasarmi nel traffico del suo
hinterland...
Tutto sommato la copertura antipioggia rimediata ha retto, ma con
calma mi devo comprare una maglia tecnica a carne che un po' di freddo
sopra l'ho sentito.
Infine annoto che nella valle dopo Modane mi sono intrattenuto
brevemente con un Sivigliano che, in sella all'immancabile GS1200, ha
girato (sotto il temporale) mezzo arco alpino. Fatta foto di rito.

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Finalmente il ritmo

Stamattina grande cavalcata da Torino. A meta' giornata sono nei
pressi di Chambery, dopo aver scavalcato il Moncenisio (bello ma
freddo), aver salutato l'Iseran da lontano (lacrimuccia) e essermi
fatto una chiaccherata con Alvaro, sivigliano sulla strada di ritorno
per la Spagna.
Mi ha raccontato l'inzuppata di ieri (ho fatto bene a rimandare) e ci
siamo fatti l'immancabile foto insieme.
A un certo punto ho avuto le traveggole: una Stilo dei Carabinieri
ferma a un incrocio!?! In piena Francia? Insomma tanto per fare
qualcosa gli ho chiesto un'indicazione e ... Me l'hanno data! Il tempo
di una battuta e via, lungo la statale che costeggia il fiume Arc e
che e' un piacere scendere con il CBR.
Ora veloce baguette lungo la strada, come piace a me, e si riparte.
Mentre si aspetta di partire la mente evoca fantasmi, che poi la
strada si incarica di cancellare presto.

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Money shortage

Siccome mi mancava, ecco pure la coincidenza del bancomat
inutilizzabile per mancanza di fondi, in attesa di alcuni pagamenti
imminenti. Non potevo aspettare a partire e me la sono rischiata. Di
nuovo ho sufficienti coperture, ma il nostro essere cittadini
occidentali salariati ci fa provare un poco di ansia in questi casi.

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Scatole vuote a spasso

Devo ricordarmi di verificare sempre il contenuto delle scatole che
metto in borsa, una per una, cosi' evitero' in futuro di portarle a
spasso per l'Europa con solo il bugiardino dentro e nessun blister con
il farmaco che adesso mi servirebbe tanto.

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Il bicchiere mezzo pieno

Domani lo zero termico sara' a 2500 metri, quindi siccome e' previsto
maltempo, se scalassi il Col de l'Iseran troverei una bella nevicata e
niente da vedere.
Valicato il Moncenisio (2083 m.) Invece di prendere a destra giro a
sinistra e scendo verso Modane e poi di corsa Lione, da superare e
immettersi nel centro della Francia.
Visto che non riesco (per questa estate) a salire l'Iseran, mi consolo
progettando di attraversare la zona dei castelli della Loira, che non
avevo incluso nel giro) per raggiungere la Normandia.
Prevista pioggia debole in pianura. Vedremo.

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domenica 17 luglio 2011

Più forti dei dubbi indotti

Quando un imprevisto ti cambia i piani e' sempre seccante. Se poi
succede all'inizio del viaggio, per una sciocchezza commessa da te, ti
vengono mille dubbi e pensieri.

Sono parenti di quelli che mi vennero la scorsa volta, li riconosco.
Ho scritto che questi pensieri, queste ansie, ci mettono un po' ad
andare via, finche' non prendi il passo, il respiro del viaggio. Siamo
cittadini comodosi e anche per combattere questi dubbi, queste
debolezze della mente, mi impongo di viaggiare e da solo. Quando guido
si riducono progressivamente, ma questo e' capitato all'inizio (ed e'
una fortuna che sia successo qui, tutto sommato) e ha rotto la
progressione del passaggio al ritmo del viaggio.

C'e' una sola maniera di eliminarli: risolvere il problema in maniera
efficacie e ripartire.

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Piano b: mi serve un k-y

Grosso guaio.
Ieri dalla borsa aperta e' volato via lo strato termico della giacca,
che ne e' anche la parte impermeabile. Era la cosa che avevo lasciato
più a galla proprio per prenderlo velocemente in caso di maltempo!!
Ricordavo male, dunque.
Mi maledico per l'errore fatto in partenza nella disposizione della
borsa e per non aver verificato subito come stavano le cose.
Adesso per proseguire devo trovare una soluzione che mi mantenga
asciutto sotto le previste piogge, e questo gia' da oggi.
L'unica maniera economica e' quella di indossare un k-y e mettere
sotto anche una delle maglie supplementari che ho con me.
Ma oggi e' domenica e il k-y va trovato.

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sabato 16 luglio 2011

Calore umano

La prima sera la passo a casa di una coppia di amici, a Torino. Ci si
sente per telefono ogni tanto per cui e' bello rivedersi dopo anni e
raccontarsi le cose.
Il meteo per domani promette solo pioggia, qualsiasi fonte io
consulti. Peraltro la carta barometrica parla chiaro, inutile
illudersi. Pioggia ma, dovendo valicare passi alpini, pioggia fredda.
Ghiaccio forse no, non li percorrero' troppo presto. Che fare?
Accettare la loro ospitalita' e rimandare di 24 ore l'entrata in
Francia? E' una opzione, non ho i giorni contati e a me fare quei
valichi interessa molto. Credo che andra' a finire cosi'...
Su uno scaffale trovo "Lo zen e l'arte della manutenzione della
motocicletta": sottoscrivo ogni passaggio delle prime dieci pagine,
sembrano parole nate da pensieri miei.
Good night..

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Gas di scarico

Alla partenza avevo fissato la borsa sulla sella posteriore, ma stupidamente ho lasciato penzolante la chiusura della borsa, che è in neoprene,
appendendoci anche una catena per legare il casco.

Dopo 300 km ho ritrovato due moncherini di neoprene e la catena persa
chissa' dove.

Speriamo di non aver anche seminato troppa biancheria per strada.

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venerdì 15 luglio 2011

Giorno -1

Dopo aver sondato tutti i rivenditori Famsa della provincia di Roma,
forse c'e' quello che cerco a Valmontone. Mi serve un ricambio per la
base della borsa che funzioni con le cinghie invece che con i magneti:
il CBR ha infatti il serbatoio di pastica.
Il ricambio non l'ho trovato per cui ho dirottato su una borsa
ulteriore, con attacco per il tappo del serbatoio. 90 euri e passa la
paura.
4.000 km con lo zaino non erano proprio cosa per la schiena, senza
considerare l'impatto sul baricentro e sulla presa al vento.
Certo, con l'occasione ho anche la conferma che dalla moto il telepass
non funziona, per cui domani chiedero' al casello.
Comunque la faccenda della borsa era importante: risolta anche questa,
domani si va.

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Acquisire il ritmo

Tra meno di 24 ore mi muoverò.
Il viaggio in se non è niente di speciale: Alpi, i luoghi degli sbarchi in Normandia e la costa atlantica della Francia.
I preparativi sono stati semplici ma ho questa moto (CBR 600 RR) da neanche due mesi: una moto che non conosco ancora bene e sicuramente più faticosa del VFR nei viaggi lunghi.
E poi c'è stata l'ansia fino all'ultimo: parto, non parto, stavolta come organizzo la logistica di chi rimane?
E adesso ci si mette anche il meteo: previsione di temporali, no solo pioggia, forse battente: valico il Col de L'iseran? meglio se passo per la strada di fondovalle? Passo da sotto e mi tengo lontano dalle montagne?
Insomma il viaggio comincia sempre ben prima del suo inizio, ma quando parti da solo questo periodo preliminare è un ordine di grandezza più intenso. Mi sono cautelato? Avrò preso tutto e niente di più dell'indispensabile?
Solo oggi pomeriggio - forse - potrò risolvere la questione della borsa da serbatoio ed evitarmi la noia (e il pericolo) dello zaino per 4.000 km. E devo ancora prendere il bloc notes, la penna, le salviette disinfettanti.
E fare il packaging, che con la moto (e con questa moto soprattutto) è fondamentale.
Insomma, non vedo l'ora di muovermi: soltanto quando sarò solo con me stesso e ormai in ballo sarà tutto meno faticoso: in breve (un giorno? due?) so che prenderò il respiro dell'asfalto che si srotola davanti alla ruota anteriore e le cose procederanno nel proprio verso.