venerdì 29 luglio 2011

Conclusioni

L'operazione Overlord, lo sbarco di Normandia del 6 Giugno 1944, è stato il motivo del mio viaggio di questa estate: il secondo tassello dopo Auschwitz, nel ripercorrere i luoghi degli eventi più tragici per l'umanità e causati dall'uomo.
Overlord fu un evento sociale che coinvolse centinaia di migliaia di militari e civili, logistica, diversivi, resistenza francese, controspionaggio inglese. Nel solo primo giorno ci furono oltre 10.000 perdite umane a carico degli Alleati e almeno la metà per i Tedeschi.
Il cimitero sopra Omaha Beach che ho visitato, da solo, contiene quasi 10.000 morti Alleati, deceduti anche durante le battaglie successive e fino al termine del conflitto in Europa (8 Maggio 1945). Nell'annesso museo viene spiegato dettagliatamente ogni aspetto di Overlord e sono anche indicate le tombe di due dei 4 fratelli che diedero lo spunto per il film Salvate il soldato Ryan.
Oltre ai preparativi per lo sbarco reale ci furono anche quelli per gli sbarchi fasulli, per i quali furono allestiti addirittura mezzi corazzati pneumatici, da far fotografare agli aerei tedeschi nei loro sopralluoghi. Tutta la complessità messa in atto per l'operazione Overlord però denota una cosa: ancora nel 1944, con la controffensiva sovietica già in corso, l'Italia in armistizio e il nordafrica perso, l'esercito tedesco metteva una enorme paura e solo un'azione combinata delle 3 nazioni occidentali più avanzate dell'epoca (USA, Gran Bretagna, Canada) potè vincerne la resistenza.

Conoscevo quasi tutto, ma l'esserci stato, aver visto quelle diecimila tombe, quei crateri provocati dai bombardamenti a Pointe du Hoc, tutto ciò mi ha lasciato un'impressione diversa da Auschwitz, ma egualmente profonda.

Qualche dato riassuntivo sul viaggio (click per la mappa).
In 11 giorni ho percorso oltre 4.600 Km, dei quali un terzo sotto la pioggia anche intensa. Ho effettuato 22 pieni (245 litri), per un totale di quasi 400 euro di benzina e un consumo di ca. 19 Km/litro (grazie ai tanti tratti in statale e non superando mai i 160Km/h in autostrada).
Il costo medio per l'alloggio è stato di 38 euro
La spesa complessiva è stata di poco superiore ai mille euro.
Ho raccolto qualche foto commentata e ho anche montato un piccolo video.

Scriveva Bernard Moitessier nel 1972, iniziando il suo libro più famoso, La lunga rotta:
La scia si allunga, di giorno bianca e densa di vita, di notte luminosa come una chioma di sogni e di stelle. L'acqua scorre sulla carena, e romba, canta, sussurra, secondo che il vento, secondo il cielo, secondo che il tramonto sia stato rosso o grigio.
Vento, mare, barca e vela formano un tutto unico, compatto e diffuso, senza principio ne fine, che è parte e tutto dell'universo, di questo mio universo.
Guardo il tramonto, respiro l'aria dell'alto mare, e il mio essere si schiude, la mia gioia vola così in alto che nulla può raggiungerla. In quanto alle cose che talvolta mi turbavano, non hanno peso di fronte all'immensità di una scia vicinissima al cielo e colma di vento marino, che è immune da moventi comuni e meschini.


Queste parole mi sono rivenute improvvisamente in mente quando, in maniera del tutto casuale, il pomeriggio del 19 Luglio sono entrato nel paesino di Tarare e ho visto l'insegna della META, il cantiere nautico (posto nel centro della Francia) dove Moitessier fece costruire Joshua, il ketch in acciaio col quale navigava durante la lunga rotta.
Nel mio piccolo, quando viaggio in moto mi sento esattamente così: libero, sereno, felice anche sotto la pioggia battente (e stavolta ne ho presa). Ascolto il motore, i comportamenti della moto, le reazioni del fisico. E mi sento bene, mi sento vivo.
Se viaggi in moto ti fermi di frequente, il serbatoio della benzina è piccolo, se piove ti ripari e ti fai due chiacchere, nei parcheggi ti aiuti. E così conosci persone come te, è una selezione naturale, e spesso ottieni o dai indicazioni che si rivelano interessanti. In auto questo scambio non esiste e poi di solito hai già la tua compagnia, la tua comitiva e ti muovi al suo interno. Chiuso al suo interno, per la precisione. Forse un giorno attraverserò il sud America con gli autobus di linea e sperimenterò di nuovo queste esperienze.
Ho percorso oltre 4.600 Km in dieci giorni, ho conosciuto compagni di tappa, di alloggio o anche solo di rifornimento: uno scambio di battute e informazioni o anche una giornata intera di impressioni su quello che vedi. E come sempre sono tornato appagato, senza essere stato limitato, senza aver limitato o forzato nessuno ai miei desideri.

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